Suddenly, This Summer

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Nicole Valents

All’improvviso arrivò l’estate e con lei la mia voglia di mare, di veranda sul mare, con la veduta che ti accompagna per tutta la giornata e non ti lascia mai, in uno spettacolo permanente.

E’ appena giorno, la luce filtra dalla finestra che dà sulla veranda ed io mi sveglio e, ancora in pigiama, il mio primo pensiero è ora mi affaccio, vediamo com’è il mare, se è piatto, se è increspato o agitato.

Torno dentro, mentre solo una leggera zanzariera bianca occlude la mia vista.

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Nicole Valents

Mi preparo la colazione, un infuso di frutta senza zucchero e tre gallette, bisogna tenersi in forma mi ripeto, mentre penso ad un cornetto con marmellata.

Allungo lo sguardo oltre la tenda, qualche timido bagnante ha intrapreso una passeggiata lungo il bagnasciuga, ed io mi ripeto più tardi la farai anche tu, ti fa bene.

Inizio a mettere in ordine la casa, due camere da letto, cucina-soggiorno, un bagno, due verande sui lati opposti della casa. Faccio presto, non ci vuole molto, bisogna preparare il pranzo adesso: c’è chi vuole l’insalata di pomodori, mozzarella, capperi occhiello, origano, sale e olio; c’è chi vuole l’iceberg con il tonno, limone, origano, olio e sale; c’è chi vuole la pasta con lo speck e limone, veloce, sbrigativa, ma tanto buona.

Preparo tutto sempre guardando al di là della zanzariera: la gente che va e viene, si incontra, si lascia, cammina, corre, ride, litiga, perché no, anche sulla spiaggia si può litigare, per una buca non riempita, per un ombrellone che è volato via, per un bimbo che sparisce ad una madre distratta o ad un padre farfallone, per un cellulare che suona continuamente, fastidioso peggio di un moscone, per una pallonata proprio sulla testa mentre sdraiata prendevi il sole.

Esco fuori, sulla veranda, guardo il mare, sarà freddo, perché sì da queste parti spesso lo è a causa delle correnti, o sarà caldo, miracolo che accade poche volte durante l’estate, per cui ci si sente graziati quando ne puoi godere. Decido che va bene, sarebbe più bello tuffarsi da qui, proprio come fa la signora nella piscina fronte mare dal lato opposto della mia strada, ma comprendo che potrei prendere una capocciata e farmi male seriamente.

Vado a prepararmi, metto il bikini, faccio scivolare il caftano, prendo la borsa con l’asciugamano, inforco gli occhiali da sole, ecco sono pronta. Nuova occhiata dalla veranda, quanta gente, nonostante la costa sia lunga e certo non sono a Rimini, quasi quasi scendo più tardi quando diminuisce e va a pranzare. No, devo andare adesso, altrimenti non ho tempo per un bagno lungo e rilassante, dove torno bambina ed il tempo si dilata, tanto che mi sembra di sentire mia madre che mi dice di guardare se ho le mani increspate, che è tardi e devo uscire dall’acqua.

Alzo gli occhi, mi sento fissata, guardo dal mare verso la casa tutta bianca che si allunga sulla spiaggia, dalla veranda mi fanno cenni, è ora di tornare, mentre mi guardo intorno e mi accorgo di essere rimasta sola.

Indosso le infradito, sbatto l’asciugamano per pulirlo dalla sabbia e rientro a fatica, sarebbe stato così bello restare un altro po’. Apro il cancelletto, pulisco i piedi con il tubo di gomma nella vaschetta apposita e salgo le scale, che piano piano mi allontanano dal mare, sono solo due rampe ma mentre salgo riesco sempre più a dominare la costa, a spaziare con gli occhi e col cuore.

Apro la porta ed ecco spuntare la veranda, la mia finestra di comunicazione con la spiaggia, con il mare, con i bagnanti, con il cielo, con i gabbiani. Tutto qui ha un altro sapore, persino un’ insalata scondita ed un caffè senza zucchero.

Mi siedo sulla poltroncina a righe bianche e blu, è ora di riposare..ssssssshhh…

Nicole Valents

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4 pensieri su “Suddenly, This Summer”

  1. Anche tu pluri-menu’! Riuscirò mai a soddisfare tutti con un unico piatto?😏 per quanto riguarda la tua descrizione mare/casa sei bravissima…ci si immerge chiunque ti legga 😍

    Piace a 1 persona

  2. Cara Nicoletta, mi sembrava di essere lì con te mentre leggevo, guardare i gabbiani e se il mare aveva “le ochette”così mi aveva insegnato a chiamare le piccole onde il mio papà. Invidio la vista che si ha dalla tua casa avere davanti agli occhi il mare la mattina appena svegli e con una tazza di caffè fumante è una delle meraviglie della vita!
    Mi piace leggere i tuoi racconti, complimenti!

    Piace a 1 persona

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